la storia della case in paglia

foto storica casa in paglia, NebraskaLe prime case in balle di paglia furono costruite negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento, in seguito all’invenzione della macchina imballatrice. I primi a sperimentare la tecnica furono i colonizzatori nell’America del nord, precisamente in Nebraska.

Le terre da conquistare erano caratterizzate da vallate molto estese che si adattavano molto bene alla coltivazione agricola ma di contro erano sprovviste di boschi, quindi scarseggiava il legname per la costruzione di case e utensili. Nell’attesa dell’arrivo del legname attraverso la rete ferroviaria, realizzarono come ricoveri temporanei invernali, case fatte con l’unico materiale in abbondanza: la paglia imballata, prodotto di scarto del frumento. Le balle di paglia venivano utilizzate come mattoni giganti legati l’uno all’altro per costituire i muri portanti delle case, sopra i quali venivano poi appoggiati direttamente i tetti. Questa tecnica, prende proprio il nome del luogo in cui venne inventata: “stile Nebraska”.

 

foto storica casa in paglia, Nebraskafoto storica casa in paglia, NebraskaBen presto i coloni scoprirono che queste case avevano vantaggi maggiori rispetto alle case tradizionali. Gli spessi muri in paglia mantenevano il calore interno durante i freddi inverni come anche il fresco durante le estati calde. Oltre tutto l’isolamento acustico era eccezionale e permetteva di non sentire all’interno della casa i forti venti soffiare esternamente. Decisero quindi, di continuare a costruire case stabili con la stessa tecnica, molte di esse sono ancora esistenti ed abitate. Intorno agli anni ‘40 del ventesimo secolo, a causa della forte espansione, del boom economico e dell’utilizzo del cemento, questa tecnica venne dimenticata. Negli anni ‘70 però, Judi Knox e Matts Myhrman, riscoprendo alcune di queste case, si convinsero della loro eccezionalità e cercarono di raffinare la tecnica per adeguarla alle esigenze moderne, passarono poi la loro conoscenza acquisita ad alcuni ambientalisti entusiasti. Tra gli “ambientalisti” e nel contesto della permacultura la tecnica si diffuse rapidamente e molte case furono costruite con questa tecnica. Le prime costruzioni in europa furono realizzate in Gran Bretagna nel 1994 e in Irlanda nel 1996. Barbara Jones ha importato queste tecniche nel Regno Unito, adattandole alle diverse esigenze climatico-ambientali locali (Inghilterra, Irlanda, Galles, Scozia, ecc.). Le tecniche utilizzate negli Stati Uniti e Canada prevedono tondini di acciaio per mantenere allineate le balle nei muri, rete elettrosaldata come porta intonaco, fondazioni in cemento armato, intonaci cementizi, ecc. Barbara Jones ha proposto la sostituzione del ferro con il legno, individuando il legname di nocciolo quale sostituto del metallo e proponendo l’utilizzo della calce in sostituzione del cemento, con intonaci a calce e in terra cruda dalle superiori proprietà di traspirazione rispetto agli intonaci cementizi. Secondo la Jones, anche l’aggiunta all’impasto di piccole quantità di cemento riduce drasticamente la traspirabilità dei muri, aumentando la possibilità di proliferazioni di muffe sulla pareti più umide, come quelle del bagno e della cucina. Attualmente si costruiscono circa 1000 edifici nuovi all’anno nel mondo. Si stanno fondando sempre più associazioni che studiano, sperimentano, condividono e realizzano case in paglia.

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