Aggiornamento: “Approvata il 14 Marzo 2023 dal Parlamento Europeo la Direttiva Case Green”, con 343 voti favorevoli, 216 contrari e 78 astenuti.

Le case italiane sono troppo vecchie ed è necessario effettuare al più presto la loro ristrutturazione, al fine di renderle conformi alle attuali prescrizioni in materia di consumi energetici. Questo, in soldoni, è quanto afferma la nuova Direttiva Europea “Case Green”, che ha indicato il 2030 come anno limite entro il quale mettere a norma la propria abitazione.

Inutile dire che questa decisione, benché non sia stata ancora definitivamente approvata, sta già facendo discutere parecchio. Ma cosa prevede esattamente la normativa? E quali saranno le conseguenze, nel momento in cui diventerà una legge ufficiale? Scopriamolo insieme.

Direttiva-UE-Case-Green-2030

Direttiva UE “Case Green”: premesse e obiettivi

La Direttiva Europea “Case Green” fa leva su alcuni dati allarmanti che riguardano le abitazioni italiane. Secondo una recente indagine di ANCE (Associazione italiana dei costruttori edili) effettuata su 12 milioni di edifici residenziali, oltre 9 milioni non riuscirebbero a rispettare le performance energetiche richieste.

Come se già questo non bastasse, inoltre, stando a un rapporto del Dipartimento per l’efficienza energetica dell’ENEA, si stima che circa il 75% degli immobili presenti all’interno dei vari comuni italiani sarebbe stato realizzato prima della Legge 10/1991, ossia la norma che regola i consumi dell’energia negli edifici pubblici e privati.

Secondo la Direttiva “Case Green”, pertanto, tutti questi edifici dovranno necessariamente correre ai ripari entro il 2030, al fine di rispettare gli attuali canoni energetici ed essere così a norma con i punti chiave stabiliti dall’Europa.

Come devono essere le case green secondo l’Europa

La Direttiva “Case Green” s’inserisce nell’ambito del Fit for 55, ossia un insieme di misure volte a ridurre del 55% le emissioni nocive rispetto ai livello del 1990: un obiettivo che, per l’appunto, si stima di raggiungere entro il 2030. Più nello specifico, se la legge venisse approvata, verrebbero stabilite differenti “date limite” entro le quali agire:

  • 1° gennaio 2030: tutti gli edifici residenziali dovranno passare alla classe energetica E;
  • 2033: tutti gli edifici residenziali dovranno passare alla classe energetica D.
  • entro il 2040 gli immobili in classe D;
  • entro il 2050 tutti gli edifici dovranno essere a emissione zero.

Per poter perseguire tali obiettivi è dunque necessario effettuare una ristrutturazione delle case energivore a iniziare da quelle di classe F e G.

Oltre a un taglio netto dei consumi, infatti, sarà fondamentale migliorare l’efficientamento energetico delle abitazioni, attraverso l’introduzione di pannelli solari, nuovi impianti di climatizzazione e specialmente un isolamento termico più efficace. L’obiettivo finale, infatti, sarebbe quello di conseguire il traguardo delle emissioni 0 entro il 2050.

Va da sé, naturalmente, che non tutti gli edifici saranno oggetto di questa legge. Più nello specifico, quelli esclusi dal provvedimento sono:

  • case vacanza;
  • abitazioni indipendenti con superficie inferiore a 50 metri quadrati;
  • le chiese e altri luoghi adibiti al culto.

Case green in Europa: conseguenze e sanzioni previste

Come ti ho già spiegato, questa nuova Direttiva dell’Unione Europea non è ancora entrata ufficialmente in vigore ma, se dovesse accadere, vi sarebbero delle conseguenze non da poco. Il nostro Governo ha infatti già intrapreso un duro scontro con Bruxelles, proprio per evitare l’approvazione della norma. E i motivi di tale ostracismo sono piuttosto evidenti.

La Direttiva “Case Green”, se dovesse passare in via ufficiale, andrebbe infatti a impattare negativamente sul mercato immobiliare italiano, attraverso un forte deprezzamento degli edifici con classi energetiche più basse, che non sarebbero in grado di soddisfare i nuovi standard minimi di efficienza energetica.

Ma non solo. Il mercato immobiliare italiano è caratterizzato dalla presenza di molti edifici di proprietà privata, a fronte di una scarsità di grandi società immobiliari. Tale situazione rende più difficile il miglioramento delle condizioni energetiche, in particolare nei centri storici caratterizzati da difformità urbanistiche, che complicano ulteriormente interventi di questo tipo.

Un’altra conseguenza sarebbe poi quella legata alle eventuali sanzioni che scatterebbero per gli edifici non a norma, che sarebbero comunque di pertinenza dei singoli stati. Ciò nonostante, questi edifici verrebbero considerati, dal 2030, case non vendibili e non affittabili, sebbene questa possibilità non sia ancora stata confermata a livello ufficiale.

Purtroppo ci troviamo in un momento storico molto difficile, ci troviamo difronte ad un bivio dove da una parte abbiamo il disastro ecologico con tutte le conseguenze che deriveranno dall’innalzamento della CO2 e delle temperature medie globali, dall’altra parte delle scelte, pragmaticamente ed economicamente, molto difficili da realizzare come quella di efficientare l’intero patrimonio edilizio entro i prossimi 10 anni a spese dei proprietari.

A meno che non venga fuori qualche tecnologia a regalarci energia pulita e gratuita per tutti, non abbiamo altra scelta al di fuori di queste due.

Stando così le cose e viste le naturali preoccupazioni che sta suscitando questa Direttiva, cosa possiamo fare?

Innanzitutto sperare in aiuti statali come quelli dei bonus edilizi (magari in forma migliorata e strutturale) e soprattutto, chi può permetterselo, iniziare a imboccare quanto prima la strada dell’efficienza energetica.

Direttiva “Case Green”: gli ultimi aggiornamenti

Per quanto non sia ancora entrata in vigore, la Direttiva UE “Case Green” è stata approvata dalla plenaria del Parlamento. Il risultato della votazione si è infatti tradotto in 343 voti favorevoli a fronte di 216 contrari, mentre 78 è il numero di coloro che si sono astenuti.

Il prossimo passo prevede quindi di coinvolgere il Consiglio e la Commissione europea, il cui intervento è fondamentale al fine di giungere a una decisione ufficiale e definitiva. Ciò detto, un primo step è già stato raggiunto, in quanto l’obiettivo è quello di facilitare l’accesso ai gas rinnovabili e a basse emissioni come il biometano e l’idrogeno.

Del resto, se consideri che l’obiettivo finale è quello di ottenere zero emissioni entro il 2050, capisci anche tu che l’efficientamento energetico rappresenta un passo imprescindibile, soprattutto se consideriamo il fatto che gli edifici di classe G (vale a dire la classe energetica più bassa) costituiscono il 15% dell’intero patrimonio edilizio europeo.

Quindi, per poter raggiungere la meta finale relativa alle emissioni zero, è di fondamentale importanza effettuare dei lavori di riqualificazione ed efficientamento energetico sugli edifici, che si traducono nel garantire loro un isolamento termico migliore e/o un miglioramento del sistema di riscaldamento.

Il problema delle caldaie a gas

Uno degli snodi principali della recente votazione favorevole effettuata in Parlamento si concentra sulle caldaie a gas. Questo perché gli eurodeputati hanno votato a favore dell’installazione dei pannelli fotovoltaici laddove possibile (entro il 2028 per le case di nuova costruzione, entro il 2032 per quelle oggetto di ristrutturazione) ma, di contro, hanno consentito di mantenere le vecchie caldaie a gas, offrendo la possibilità di sostituire il metano con gas a basse emissioni, come per l’appunto l’idrogeno e il biometano.

L’obiettivo sarebbe infatti quello di dare vita a un vero e proprio mercato europeo dell’idrogeno, garantendo al contempo almeno 35 miliardi di metri cubi di biometano entro il 2030 e andando così a sostituire almeno il 20% dell’importazione di gas dalla Russia.

Il problema è che dietro a queste decisioni ci sarebbero le pressioni (spesso effettuate in maniera non autorizzata) delle lobby dell’industria del gas, che spingerebbero verso le caldaie ibride affermando che il passaggio all’idrogeno e al biometano potrebbe tranquillamente avvenire dall’oggi al domani.

Peccato solo che le caldaie a idrogeno non rappresentino affatto una buona idea: né sotto l’aspetto economico, né relativamente alla sicurezza, in quanto non potrebbero seguire le stesse regole d’installazione valide per le attuali caldaie a gas.

A sollevare la questione sono state le associazioni Bwb, di cui fa parte anche Legambiente, che hanno fatto presente che questa apparente “scappatoia” rappresenterebbe in realtà un vero disastro per tutti gli italiani che, oltre a vedersi lievitare le bollette domestiche, peggiorerebbero la propria qualità dell’aria e faticherebbero molto a perseguire gli obiettivi energetici previsti, riscontrando difficoltà anche nel rinnovamento del settore edilizio e nell’aumento dell’occupazione.

Un discorso, quest’ultimo, che si scontra però con la dura replica italiana, portata avanti da Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il quale fa presente che il nostro paese è molto diverso dalle altre nazioni europee: sia in termini di conformazione geografica, sia per questioni storiche, senza poi trascurare la visione della casa come “bene rifugio” tipica degli italiani.

In conclusione, le deroghe previste dall’Europa non soddisfano le esigenze dell’Italia che, pertanto, intende chiederne altre. Ma il nostro paese si trova davvero in una condizione tanto disperata? Probabile. Ma una soluzione, una VERA soluzione, c’è e prende il nome di “case in paglia”.

Case in paglia: la risposta perfetta alla Direttiva UE “Case Green”

Per conseguire i traguardi prefissati dalla Direttiva Europea “Case Green” entro il 2030, puoi agire in due modi differenti:

  • riqualificare una casa esistente tramite una ristrutturazione ecologica, usando materiali naturali di qualità e non potenzialmente tossici che ci garantiranno durata nel tempo, maggiori prestazioni, maggior benessere abitativo e più salute per noi e i nostri cari
  • progettare e costruire una nuova casa in paglia di massima efficienza energetica dove oltre a vivere in un ambiente completamente sano e salubre senza il rischio dell’inquinamento indoor, potremo addirittura staccarci completamente dalla rete elettrica ed ottenere cos’ l’indipendenza energetica.

Questo perché le nostre case in paglia non solo rispondono pienamente a tutti gli attuali requisiti energetici e quelli previsti entro il 2030 ma anche il limite più restrittivo del 2050!

Hai capito bene, noi oggi stiamo progettando e realizzando degli edifici, in vera bioedilizia, che rispettano già direttive previste per il 2050 cioè edifici ad emissioni zero. Ora immagina, anche da un punto di vista del valore immobiliare che cosa significa investire oggi in questa maniera.

Per costruirle ci serviamo infatti di materiali 100% naturali che ti mantengono in salute invece che intossicarti come appunto le balle di paglia, il legno, la calce e la terra cruda: materie prime che ci permettono anche di garantire un perfetto isolamento termico e, di conseguenza, un elevato efficientamento energetico.

Ma non solo. Essendo fabbricate con un’ossatura in legno, le nostre case in paglia presentano anche eccellenti proprietà antisismiche. Il legno è infatti un materiale particolarmente elastico: una caratteristica che lo rende perfetto per assorbire gli urti di un eventuale terremoto.

Nel video qui sotto ti raccontiamo qual’è la nostra Mission e noterai che è perfettamente in linea con le grandi sfide di oggi. Vedrai anche un anticipo del nostro metodo di progettazione e realizzazione dell nostre case in Vera Bioedilizia.

Capisci anche tu che, stando così le cose e visti gli ingenti costi di ristrutturazione che rischieresti di dover affrontare per mettere a norma la tua casa attuale, forse vale davvero la pena di investire i tuoi risparmi direttamente in una casa nuova: un’abitazione sostenibile in grado di rispondere appieno alle normative europee e al futuro del nostro pianeta e dei nostri figli, ossia una nostra casa in paglia e legno.

Oltre a questo, tieni conto che le nostre case in paglia, in tutti i nostri 13 anni di lavoro, non hanno mai previsto gli impianti a gas: né per riscaldare, né per cucinare. Già in tempi non sospetti venivano infatti progettate come case 100% elettriche. Addirittura oggi, quando tutti propongono le pompe di calore per riscaldare casa, noi proponiamo una tecnologia migliore e ottimale, vale a dire il riscaldamento a infrarossi.

Considera infine che puoi sia realizzare una nuova costruzione, sia demolire e ricostruire con noi: a tua libera scelta!

In questa videointervista rispondo a tutte le possibili domande che puoi avere sull’argomento: dopo che l’avrai visionata, sarai libero di contattarmi per una consulenza personale.

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15-16-17 Marzo 2024

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