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Respirare aria pulita nell’ambiente in cui si vive è un vero e proprio bisogno primario. Ecco perché capire quali siano le fonti di inquinamento interno è di fondamentale importanza per assicurarsi un ambiente domestico o di lavoro salubre ed accogliente.

Inquinamento indoor: definizione e cause

L’inquinamento indoor è il complesso di quelle sostanze che, provenienti dall’esterno, o generate all’interno di un edificio chiuso o confinato, possono essere causa, nel breve o nel lungo periodo, di problemi di salute a carico di chi abita gli ambienti.

Inquinamento aria indoor: il problema, a volte, arriva dall’esterno

Può sembrare un controsenso, ma molte delle fonti di inquinamento indoor provengono dall’esterno. Pensiamo, ad esempio, a chi abita in città e, a causa di un pessimo o inesistente sistema di ricircolo dell’aria, è costretto ad aprire molto spesso le finestre che affacciano su una via trafficata o su una zona industriale. Questa azione quotidiana, per quanto inevitabile, farà entrare in casa una quantità enorme di polveri sottili, così nocive per l’organismo umano.

Quali sono i principali inquinanti indoor?

Appurato che molti agenti inquinanti possano arrivare dall’esterno, occorre prendere atto del fatto che molti altri, invece, nascono e agiscono proprio dall’interno delle case e dei luoghi di lavoro.
Ecco l’elenco dei principali colpevoli dell’inquinamento degli ambienti in cui viviamo:

  • Agenti biologici: si tratta di allergeni, funghi e muffe che proliferano in ambienti scarsamente arieggiati e umidi;
  • Agenti chimici: fumo di sigaretta, monossido di carbonio (emesso ad esempio da stufe), formaldeide contenuta in molti materiali edili e tutte le sostanze chimiche che possono essere associate all’uso di prodotti per la pulizia, sono i principali agenti inquinanti di tipo chimico;
  • Agenti fisici: ci si riferisce a inquinamento acustico, e a campi elettromagnetici attribuibili alla presenza di apparecchi come tv, radio, telefoni e di tutto ciò che, per funzionare, ha bisogno di elettricità.

Inquinamento indoor: patologie collegate e conseguenze

Tutti gli agenti inquinanti presenti in casa si ripercuotono negativamente sulla salute degli abitanti. Se si pensa che l’inquinamento indoor sia responsabile del 2,7% del carico di malattie nel mondo, ci si rende conto di quali siano i rischi di vivere in una casa altamente inquinata.
Nel 1986, L’OMS ha addirittura coniato il termine di Sindrome da Edificio Malato, riferendosi a sintomi collegati alla permanenza in un particolare edificio.

I più vulnerabili sono i bambini, maggiormente soggetti ad allergie, infezioni respiratorie e a disordini respiratori dovuti ad umidità domestica. Secondo un recente studio della Commissione Europea, le patologie più frequentemente attribuibili all’inquinamento indoor sono bronchite cronica ostruttiva, carcinoma polmonare, asma, intossicazione acuta e frequenti infezioni respiratorie anche gravi. Tutti problemi da cui vale, senza dubbio, la pena si difendersi.

Inquinamento interno agli ambienti: dove bisogna fare più attenzione?

L’inquinamento indoor non è presente solo nelle case ma anche nei luoghi di lavoro e, se si considera che spesso in questi ultimi si trascorre oltre un terzo della giornata, è facile capire quanto sia importante assicurarsi un ambiente salubre.

Inquinamento indoor in casa: cosa valutare

Come già approfondito, è molto importante sapere come misurare l’inquinamento indoor per cercare di ridurlo. Nel caso degli ambienti domestici, il fumo di sigaretta, responsabile numero uno negli anni Ottanta, sta lasciando il primato dell’inquinamento agli agenti chimici, dovuti a particolari materiali edili utilizzati in fase di costruzione.

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Inquinamento indoor uffici: un’attenzione in più

L’inquinamento indoor negli ambienti di lavoro è, come si diceva, un problema da affrontare con la massima serietà.
I luoghi di lavoro sono forse ancora più esposti ad agenti inquinanti, per la presenza di strumenti, come stampanti e fotocopiatrici, che emettono vere e proprie polveri sottili all’interno dell’ambiente. Si pensi poi, a particolari tipologie di lavori, dove vengono usate sostanze chimiche o si è esposti a possibile presenza di agenti biologici, come batteri e virus.

Combattere l’inquinamento domestico all’origine

Difendersi dall’inquinamento domestico è un dovere nei confronti di se stessi e dei propri famigliari. Ecco cosa prevede la normativa di riferimento e cosa può fare ognuno di noi per proteggere la propria casa, già esistente o ancora da costruire.

Inquinamento indoor: la normativa

Nonostante l’importanza della tematica, in Italia non esiste ancora un quadro normativo di riferimento in materia di riduzione dell’inquinamento indoor. Esistono, però, alcune linee guida che riguardano gli edifici pubblici, i luoghi di lavoro e la presenza massima di formaldeide. In particolare, la normativa sulla presenza massima di formaldeide dei componenti edili e nelle suppellettili destinati ad edifici per il soggiorno di esseri umani sottolinea ancora una volta come questo composto, contenuto in resine, tappezzerie, moquette, parquet, laminati per pavimenti e rivestimenti flessibili, pavimentazioni e rivestimenti in legno, adesivi e sigillanti e pannelli per rivestimenti interni, sia pericoloso per la salute umana.

Come ridurre l’inquinamento indoor​

In linea generale i passi fondamentali per ridurre l’inquinamento indoor in una casa in cui si abita sono i seguenti:

  • Individuare ed eliminare le fonti. Questo è possibile farlo per molti agenti inquinanti come il fumo da sigaretta, che deve essere eliminato, i detersivi nocivi, che possono essere sostituiti con prodotti ecologici, e con l’eliminazione di fonti di riscaldamento responsabili di emissioni tossiche;
  • Migliorare il ricambio dell’aria: qualsiasi sia la situazione interna alla propria casa, favorire il ricambio dell’aria è fondamentale, anche se, poi, occorre valutare la salubrità dell’aria esterna, per evitare di cadere dalla padella alla brace.

La bioedilizia e le case in paglia risolvono il problema alla base

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Qual è il modo migliore per proteggersi dall’inquinamento interno agli edifici? Semplice, costruirli in modo che non siano inclini a produrlo. 
La bioedilizia e, in particolare, le case in paglia di riso o di grano sono una soluzione ottimale se si vuole avere la certezza di vivere in un ambiente che protegga al 100% la salute di chi lo abita. Ecco come è possibile tutto questo:

  • Le case in paglia utilizzano esclusivamente materiali naturali e rigenerabili, non solo per la realizzazione della loro struttura ma anche per quanto riguarda colle e vernici impiegati in ogni parte dell’edificio;
  • Le case in paglia sono traspiranti al 100%, cosa che garantisce un giusto livello di umidità senza creare quindi punti di condense e muffe;
  • L’isolamento termico offerto dalle case in paglia è totale e questo consente di scaldare la casa in poco tempo e di mantenere a lungo il calore, limitando l’uso di termosifoni e, in generale, riducendo i consumi per il riscaldamento della casa in inverno e il suo raffreddamento in estate.
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Dal momento che non è facile orientarsi in questo mondo e trovare le giuste informazioni, abbiamo realizzato per te un video gratuito della durata di ben 50 minuti, con tutto ciò che devi sapere per ottenere una casa in bioedilizia, ma che sia anche salubre e accogliente come una Spa!

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