di Arch. Sauro Guarnieri

permacultura orto sinergico

Cos’è la permacultura

Anche se sembra restare in ambienti un po’ alternativi, ormai la Permacultura non è più una parola nuova in Italia.

Riprendendone la definizione dal principale sito di riferimento italiano, la Permacultura significa

“progettazione e conservazione consapevole ed etica di ecosistemi produttivi che hanno la diversità, la stabilità e la flessibilità degli ecosistemi naturali.”

La permacultura, in altre parole, è un insieme di pratiche che consentono di progettare ambienti umani che riprendono tutti i vantaggi degli ecosistemi naturali, garantendo il benessere dell’uomo e dell’ambiente.

Storia della permacultura nel mondo

Pur essendo stata concepita intorno agli Settanta in Australia (sullo stimolo del rapporto “Limits to Growth” del 1972), si è diffusa lentamente e incessantemente in tutto il mondo anche grazie alla crescente sensibilità sui temi ambientali ed economici, dovuti al sovrappopolamento e allo sfruttamento consumista delle risorse naturali.

Dalla fine degli anni Ottanta, termini come sostenibilità e picco del petrolio, insieme alla maggiore consapevolezza dell’impronta ecologica degli umani sulla natura, hanno costituito la base concettuale per le riflessioni e le azioni portate avanti tuttora dal movimento delle Città in Transizione, ad opera dell’attivista inglese Rob Hopkins, insegnante di Permacultura dal 1996.

Leggendo ancora dal sito dell’Accademia Italiana di Permacultura, si comprende più a fondo che “La Permacultura è nata come sistema di progettazione del territorio che integra armoniosamente l’uomo con l’ambiente e i suoi elementi (abitazione, alimentazione, risorse naturali, relazioni umane e sociali).

L’obiettivo è progettare insediamenti duraturi, il più possibile simili ad ecosistemi naturali, tramite il riconoscimento, l’utilizzo e l’armonizzazione delle componenti del paesaggio (morfologia, clima, terreno, acqua, vegetazione, animali) sviluppando rapporti di sostegno reciproco tra gli elementi dell’ambiente e i bisogni delle persone e basandosi su uno stile di vita “non predatore” e “non parassitario”. Il risultato è un sistema di grande valore estetico, produttivo, e sostenibile nel tempo, con bassi costi di manutenzione.”

permacultura italia

Inizialmente il termine anglosassone Permaculture contraeva permanent e agriculture, infatti il primo testo tradotto in italiano aveva come titolo proprio Permacoltura, con un evidente taglio agricolo. Nel tempo ci si è resi conto di quanto invece il tratto centrale fosse la creazione di una cultura permanente, che ovviamente inglobasse anche la coltivazione della terra, ma che soprattutto fosse ispirazione per un nuovo modo di vivere sulla Terra.

Bill Mollison (1928-2016) ne fu il primo pragmatico ideatore ma ebbe bisogno del suo allievo intellettuale David Holmgren (1955) per mettere a punto la teoria permaculturale.

I 12 principi della permacultura

Alla base di un progetto di Permacultura ci deve essere il rispetto contemporaneo di tre etiche: cura della terra, cura delle persone e condivisione equa delle risorse (o porre limiti al consumo).

permacultura

È interessante notare come le tre etiche della Permacultura somiglino da vicino all’espressione grafica del concetto di sostenibilità, come risultato dell’intersezione tra sfera ambientale, sociale ed economica, coniata oltre 15 anni dopo per il Rapporto Brundtland del 1987.

sfere permacultura

Insieme alla tre etiche, che guidano l’approccio filosofico ad ogni progetto di Permacultura, ci sono dei princìpi che guidano la progettazione, individuabili nei diversi testi di Mollison ma sistematizzati e messi in grafica da Holmgren nel pdf Essenza della Permacultura (2002).

I principi sono:

  1. Osserva e interagisci
  2. Cattura e immagazzina energia
  3. Ottieni un raccolto
  4. Applica l’autoregolamentazione e accetta i feedback
  5. Usa e valorizza energia e servizi rinnovabili
  6. Non produrre rifiuti
  7. Progetta dal sistema verso i dettagli
  8. Integra invece che separare
  9. Usa soluzioni piccole e lente
  10. Usa e valorizza la diversità
  11. Usa i limiti e valorizza i margini
  12. Usa e rispondi ai cambiamenti con creatività.
permacultura case in paglia

Oltre alle tre etiche e ai principi di progettazione, la Permacultura non prevede regole, ma una sola direttiva: prenditi la tua responsabilità, in ogni situazione. Mi piace ricordare anche l’invito che viene sempre fatto a chi si approccia alla Permacultura, specialmente per chi ha ricevuto una formazione improntata alla formalità e alla serietà:

se non ti diverti non è Permacultura!

Permacultura e case in paglia

La tecnica delle costruzioni in balle di paglia è sempre stata una delle tecniche preferite negli ambienti della permacultura, questo perché è un modo di costruire perfettamente in linea con i principi già citati.

casa di paglia

Le case in legno e balle di paglia di riso, di grano o di orzo sono edifici che rendono possibile un’architettura circolare, utilizzando quello che in agricoltura è uno scarto come materiale di valore in edilizia.

Il legno e la paglia sono materiali vegetali rigenerabili, ogni anno ne abbiamo a disposizione una nuova quantità, senza aggredire cave o attingere da prodotti derivanti dal petrolio.

Tutto questo si riflette positivamente sull’ambiente ma anche sulla salute di chi abita questi edifici ecologici perché anche sani.

Una casa di paglia integrata ad un progetto più amplio, in permacultura, è probabilmente uno degli ecosistemi più sostenibili a cui possiamo aspirare per vivere.

Per saperne di più sugli edifici ecologici in paglia puoi accedere ad un video di approfondimento che risponderà molte delle tue domande.

case paglia

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